Sembra un’elegante casa sul lago, ma in realtà un edificio Settecentesco tra i più raffinati del Sud Italia. Una costruzione talmente fiabesca, da essere stata ambientazione di alcune produzioni cinematografiche. Questo luogo era la riserva di caccia e pesca dei Borbone, progettato verso la fine del ‘700 dall’architetto Carlo Vanvitelli. Qui trovarono ospitalità personaggi illustri: principi, re, musicisti, artisti e addirittura Luigi Einaudi. Il Casino Reale di Caccia, oggi noto come Casina Vanvitelliana per il nome del suo architetto, fu realizzato nel 1782 nei pressi della riva del lago Fusaro, nel Comune di Bacoli, in provincia di Napoli. Situata sul lago in fondo ad un lungo pontile di legno, è una bellissima dimora tardo barocca. La sua data di nascita risale al 1782, quando il re Ferdinando IV di Borbone affidò all’ingegnere e architetto Carlo Vanvitelli, figlio del noto Luigi che progettò la meravigliosa Reggia di Caserta, la costruzione di una riserva di caccia e pesca reale. La sua insolita forma di tre corpi ottagonali e le grandi finestre la rendono più una pagoda che una villa. L’opera si sviluppa su due livelli: al piano inferiore si trova la “Sala circolare”, utilizzata per incontri conviviali e serate di gala, con camino in marmo verde, lampadario di cristallo e oro, tavolo rotondo al centro e vetrate che affacciano sul lago. Al piano superiore poteva accedervi soltanto il Re ed infatti è l’ubicazione dove si trova il suo studio privato, una stanzetta di servizio e la “Sala delle meraviglie”, chiamata così per il suo aver custodito dei dipinti poi andati perduti. Dalla terrazza del piano superiore si può continuare ad ammirare il paesaggio e, scendendo due gradini, ci si può sedere su delle panchine all’esterno e rilassarsi. Tutti gli interni vennero decorati con molte opere d’arte firmate da P. Hackert, grande amico del Vanvitelli. L’architetto, dunque, è riuscito ad unire la sobrietà delle linee con la pomposità barocca, indovinando le preferenze del Borbone.
Nel 1799, però, durante i moti rivoluzionari, la Casina reale venne saccheggiata e molti quadri scomparvero; in quel periodo, che diede tra l’altro vita alla Repubblica napoletana, i Borbone avevano appunto spostato i quadri dalle residenze di San Leucio alla Casina, in cui c’era anche un omaggio a Ferdinando IV, un dipinto a olio su tela “Ferdinando IV a caccia di folaghe nel lago Fusaro”, oggi visibile nel museo del Bosco di Capodimonte.
Dall’aspetto regale e molto sofisticato, ha donato la sua bellezza al servizio di vari film: è stata infatti la location di molte pellicole famose come: “Ferdinando e Carolina” di Lina Wertmuller, “Luca il contrabbandiere” di Lucio Fulci, “L’imbroglio nel lenzuolo” con Maria Grazia Cucinotta. Oggi, questa dimora reale conserva ancora tutto il suo fascino e regala ai turisti atmosfere magiche e fiabesche da godere soprattutto al tramonto.












