I’m Opinione

di Fabrizio Carloni
I disordini di Torino culminati nel tentativo di linciaggio di un agente della Polizia di Stato da parte dei partecipanti alle proteste per la chiusura di un centro sociale radicale, sollevano ancora una volta varie domande. In particolare, viene sollecitato l’interrogativo sul perché ad una lunga lista di provvedimenti proclamati dalle parti politiche che costituiscono la maggioranza, non siano seguiti i fatti.
Perché quei bambini gitani in grave divergenza con le leggi dello Stato debbono evitare di andare a scuola, sono obbligati a vivere in simbiosi con i topi e devono sottrarsi alle vaccinazioni? Perché nei loro confronti non intervengono le istituzioni? Perché nel loro caso, noto a tutti, non ci sono autorità che intervengano a carico dei servizi sociali dei comuni interessati inadempienti (ed/od impotenti) e non denunciano alla Procura dei Minori i delinquenti che tengono i piccini in condizioni indicibili o se ne servono per pitoccare o rubare?
In poche parole, un sistema che ho ricordato perché rimanga una traccia pur labile di quello che era l’ecumene degli anni del dopoguerra, fatto di soggetti la cui funzione in questi decenni si è dimenticata. Non sono sicuro che fosse l’unico mondo possibile ma molti valori si sono persi ed ora se ne sente il bisogno con un poco di nostalgia.
È in atto una politica generalizzata che ha portato alla disgregazione della famiglia anche per un’insufficienza di leggi che tutelino la donna madre e lavoratrice. Così come trova grande seguito sociale tra il silenzio sostanziale della Chiesa, un modello di famiglia che ha come organi motori filosofie che vorrebbero che il leone non corteggiasse la leonessa e che la giraffa non concepisse con un maschio il proprio piccino.
Tra le tante cose che lasciano perplessi gli osservatori e che riguardano le guerre che stanno squassando il mondo, c’è la mancata attenzione anche da parte degli studiosi più attenti al ripetersi quasi rituale degli avvenimenti che riguardano la nostra storia anche recente.
Il rombo dei cannoni ed il fischio delle bombe che squassano l’Europa Orientale ed il vicino Medio Oriente hanno risvegliato la memoria ancestrale in tante famiglie italiane.
Il rombo dei cannoni ed il fischio delle bombe che squassano l’Europa Orientale ed il vicino Medio Oriente hanno risvegliato la memoria ancestrale in tante famiglie italiane.
Per le vicende che riguardano in questi ultimi anni la lotta tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelens'kyj ci auguriamo che la storia non si riproponga in questi termini per l’Ucraina e che le sue province di confine compresa la Crimea non vadano perdute definitivamente.
Per la prima volta sembra che gli elettori abbiano scelto un sostanziale bipolarismo che salvaguardi pochi partiti. Un altro aspetto che sembra caratterizzare il momento riguarda la confusione che si è verificata per decenni negli ideali che reggono normalmente gli equilibri delle nazioni.

