Nusco, colosso campano di porte e finestre, il primo franchising del settore a essere quotato in borsa: da 60 anni leader del mercato, oggi Nusco conta inoltre 1000 rivenditori multimarca e 57 franchising e punta al medio Oriente. Ce ne parla l’ing. Matilde Durante, senior manager del gruppo.
Com’è andato l’anno passato e quali sono le prospettive per il 2026, considerando l’attuale scenario economico? Il 2025 è stato un anno di profonda maturazione: abbiamo scelto di investire sulla solidità del nostro posizionamento. Non abbiamo guardato alla contrazione del mercato come a un limite, ma come a un’opportunità per distinguersi attraverso la qualità. I risultati ci hanno dato ragione: la fiducia che i partner e i clienti finali continuano a riporre nel nostro brand è il segnale che la direzione intrapresa è quella corretta. Per il 2026, la nostra prospettiva è carica di un ottimismo consapevole. Il mercato si sta polarizzando: da un lato la ricerca del risparmio a ogni costo, dall’altro la richiesta di soluzioni di valore, capaci di durare nel tempo e di valorizzare l’architettura domestica. È in questa seconda fascia che Nusco giocherà la sua partita principale, portando il nostro modello di design italiano in nuovi contesti geografici, con crescita dei volumi e rafforzamento della redditività attraverso l’eccellenza operativa. Vogliamo che Nusco sia percepita come un porto sicuro per chi cerca affidabilità e stile in un mondo in continuo mutamento.
Parlando di prodotto, quali sono i nuovi materiali e le soluzioni innovative per design e edilizia? L’innovazione, per come la intendiamo noi, non è un esercizio di stile tecnologico, ma una risposta concreta ai nuovi modi di abitare. La casa è diventata il centro nevralgico della nostra vita e il serramento non è più solo una chiusura, ma un elemento di arredo che definisce l’atmosfera e il comfort di un ambiente. La nostra ricerca si sta muovendo verso un’estetica della leggerezza: materiali che permettano di ridurre gli ingombri visivi, massimizzando l’ingresso della luce naturale, che consideriamo il vero lusso del benessere contemporaneo. Stiamo lavorando molto sull’integrazione di materiali diversi, come il legno e l’alluminio, cercando però di esaltarne la purezza e la sostenibilità. Non ci interessa la tecnologia che complica, ma quella che semplifica. Il nostro obiettivo è creare prodotti ‘senza tempo’, che non passino di moda dopo una stagione. Questo significa investire in finiture materiche che al tatto e alla vista restituiscano una sensazione di pregio e artigianalità, anche se prodotte con i più moderni processi industriali. Innovare oggi significa saper leggere i desideri di chi vive la casa, offrendo soluzioni eleganti, silenziose e rispettose dell’ambiente.
Un pilastro fondamentale della vostra strategia è la Nusco Academy. È il cuore pulsante della nostra identità aziendale: per noi la formazione non è un accessorio, ma la base su cui poggia la credibilità del marchio. L’Academy nasce dalla necessità di creare una cultura condivisa tra tutti gli attori della nostra filiera: dai dipendenti ai rivenditori, fino ai posatori. Non vendiamo solo una porta o una finestra, ma una promessa di qualità che deve essere mantenuta in ogni fase, dalla consulenza iniziale all’installazione finale. Investire nell’Academy significa garantire che ogni punto vendita Nusco sia un centro di eccellenza. Formiamo i nostri partner affinché siano in grado di guidare il cliente in una scelta consapevole, spiegando il valore dei materiali e l’importanza delle prestazioni. Ma l’Academy è anche un luogo di scambio: ascoltiamo chi sta sul campo per capire come evolve il gusto e quali sono le criticità concrete del cantiere.
Qual è la sua visione per il futuro dell’azienda? Dove vede la Nusco tra cinque o dieci anni? Vedo una Nusco che ha saputo mantenere le sue radici ben salde nel territorio, pur diventando una realtà sempre più globale e riconosciuta, un’azienda che sia diventata il punto di riferimento assoluto per il ‘vivere bene’. La mia visione è quella di un brand che non si limita ai serramenti, ma che firma un intero concetto di habitat. Vogliamo essere pionieri della sostenibilità applicata, arrivando a un modello di produzione totalmente integrato con l’ambiente, dove ogni risorsa viene valorizzata al massimo e ogni spreco eliminato. Puntiamo a un’espansione dei nostri showroom che non saranno più semplici spazi espositivi, ma veri atelier della progettazione, dove la tecnologia digitale aiuterà il cliente a visualizzare il proprio sogno abitativo in modo emozionale. Vogliamo essere ricordati come coloro che hanno reso le case degli italiani, e non solo, posti più belli e sicuri dove costruire la propria vita.
Che ricordo ha di Mario Nusco, il fondatore e qual è l’eredità più importante che ha lasciato? Mario Nusco aveva la straordinaria capacità di vedere oltre l’orizzonte, di anticipare i cambiamenti senza mai perdere il contatto con la realtà del lavoro quotidiano. La sua eredità più importante è un insegnamento etico: il valore del lavoro come strumento di crescita per tutta la comunità. Ci ha insegnato che non esiste successo se non è condiviso con chi ti sta accanto. Portare avanti il suo nome oggi significa onorare quel coraggio che lo ha portato a trasformare una visione artigianale in una realtà industriale quotata. Mi ha lasciato il senso della responsabilità verso le centinaia di famiglie che lavorano con noi e l’amore per il dettaglio che fa la differenza. Mario Nusco diceva sempre che una porta è la prima cosa che tocchi quando entri in una casa e l’ultima quando esci; per lui era un simbolo di accoglienza e protezione.










