Ravello non si visita, si assapora. In cima alla Costiera Amalfitana, lontana dal brusio del turismo caotico, questo angolo di Paradiso sembra un set elegante, romantico e infinitamente fotogenico. A Ravello la luce si posa sui tetti di terracotta, scivola tra gli archi moreschi di Villa Rufolo, accende i giardini pensili di Villa Cimbrone come farebbe un direttore della fotografia in un film Felliniano. Chi viene a Ravello non cerca visibilità e ostentazione, ma un lusso discreto, fatto di silenzi, di terrazze affacciate sull’infinito, di resort intrisi di storia. Ravello è un piccolo gioiello da visitare senza fretta. Il cuore del paese è il Duomo, affacciato sulla tranquilla Piazza Vescovado, ideale per una pausa tra bar e botteghe artigiane. Dedicato a San Pantaleone, fu fondato nel 1086 per volontà del vescovo Orso Papice, in un periodo in cui Ravello era un centro ricco e influente della Repubblica Amalfitana. L’edificio, in stile romanico, ospita importanti opere medievali, tra cui il celebre ambone del XIII secolo e il portale bronzeo realizzato a Costantinopoli nel 1179. La tradizione vuole che qui si conservi il sangue di San Pantaleone, che ogni anno si liquefà durante la festa patronale. Da lì si raggiunge facilmente Villa Rufolo, famosa per i suoi giardini terrazzati e per la vista spettacolare che si apre sul mare: un luogo elegante e scenografico, soprattutto al tramonto. Le origini della villa risalgono al XIII secolo e sono legate all’antica e potente famiglia dei Rufolo, mercanti e banchieri che fecero prosperare Ravello nei secoli medievali. Nel tempo appartenne a varie famiglie nobili fino all’Ottocento, quando fu restaurata dal botanico scozzese Francis Nevile Reid, che le restituì splendore e creò i giardini che oggi la rendono celebre. Si dice che Richard Wagner, nel 1880, trovò qui l’ispirazione per il “giardino di Klingsor” del Parsifal. Proseguendo tra vicoli silenziosi si arriva a Villa Cimbrone, dove una passeggiata tra statue, viali alberati e roseti conduce alla celebre Terrazza dell’Infinito, uno dei panorami più belli della costa. La villa ha origini molto antiche, probabilmente medievali, ma il suo aspetto attuale si deve ai grandi lavori di rinnovamento compiuti all’inizio del Novecento da Ernest William Beckett, lord inglese affascinato dalla bellezza di Ravello. Fu lui a trasformarla in un elegante complesso in stile eclettico e a creare i giardini scenografici che culminano nella celebre Terrazza. Nel corso del tempo la villa ha ospitato artisti, intellettuali e personaggi illustri come Virginia Woolf e D. H. Lawrence. Poco fuori dal centro si trova l’Auditorium Oscar Niemeyer, struttura moderna che durante il Ravello Festival ospita concerti e spettacoli con la costa come sfondo. Un borgo raccolto, pieno di bellezza, da vivere lentamente. È bello perdersi nei suoi vicoli tra le boutique artigianali e i ristoranti vista mare che fanno della semplicità un’arte: limoni profumati, pesce freschissimo e vini pregiati. Il Ravello Festival è l’anima sonora del luogo: tra palchi sospesi sul mare e orchestre che suonano mentre il sole tramonta, la città si trasforma in un teatro a cielo aperto. Le melodie si diffondono tra le cupole arabe creando un’atmosfera quasi irreale. Ravello è quel raro luogo in cui bellezza, tranquillità e glamour non competono: convivono. Una destinazione che offre tutto, dalla bellezza, alla storia, passando per la musica e il buon cibo.