La logistica non fa rumore, ma senza di lei tutto si ferma. È un ingranaggio da non sottovalutare, per il suo carattere decisivo. È proprio in questa dimensione che si muove ALIS, L’associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, la realtà associativa di riferimento per l’intero comparto della logistica, del trasporto e dei servizi alle imprese, in Italia e in Europa. Con la guida del Presidente, Guido Grimaldi, e del Direttore Generale, Marcello di Caterina, riunisce e rappresenta mondi diversi, facendoli dialogare: imprese di logistica, società di autotrasporto, compagnie armatoriali, ferroviarie e aree, aziende fornitrici di servizi, porti, aeroporti, scuole, università e centri di ricerca. Il valore aggiunto di ALIS risiede nella capacità di fare sistema tra oltre 2500 operatori diversi, creando sinergie concrete lungo tutta la filiera del trasporto e della logistica. “In un contesto complesso, aiutiamo le aziende a ridurre inefficienze e cogliere opportunità, trasformando esigenze comuni in istanze dirette ai decisori pubblici, volte a sostenere il comparto con programmi, incentivi e semplificazioni”, spiega il Presidente, Guido Grimaldi, che sottolinea che la promozione e l’integrazione tra trasporto marittimo, aereo, ferroviario e stradale è un elemento centrale della politica di ALIS. Ma la logistica oggi non è più solo spostare merci da un punto A a un punto B, è sostenibilità, è innovazione, è capacità di adattarsi. Il tema ambientale, ad esempio, non è più rinviabile. Ridurre l’impatto dei trasporti e puntare sull’intermodalità è una priorità concreta, non uno slogan, come spiega il Presidente: “Abbiamo ottenuto risultati concreti grazie alla diffusione dell’intermodalità e del trasporto sostenibile nella sua accezione più ampia, riducendo significativamente le emissioni di CO₂. Lo shift modale dalla gomma al mare e al ferro è già una realtà consolidata. Le prossime sfide riguardano sicuramente la capacità di essere competitivi e forti anche in una situazione geopolitica così difficile che incide direttamente sull’import-export”. Allo stesso tempo, c’è tutta la partita della digitalizzazione: meno burocrazia, processi più snelli, sistemi più efficienti. E poi c’è un altro nodo, forse meno visibile, ma fondamentale: quello delle competenze: servono percorsi formativi in linea con le esigenze del mercato. Anche su questo ALIS sta facendo la sua parte, coinvolgendo scuole, ITS e università. La vera priorità è investire nella formazione di nuovi professionisti capaci di gestire le frontiere più avanzate dell’innovazione digitale. La tecnologia è già disponibile, ma servono figure specializzate in data analysis, cybersecurity, intelligenza artificiale e sistemi logistici integrati. Parallelamente, bisogna rafforzare il dialogo tra imprese, università e centri di ricerca. Solo così la digitalizzazione potrà tradursi in reale efficienza e competitività. A tutto questo mira ALIS, che ha reso la formazione un pilastro centrale della propria attività associativa. Attraverso ALIS Academy si promuovono solide sinergie con ITS, scuole, università e centri di formazione, sviluppando programmi mirati per i giovani. L’obiettivo è ridurre concretamente il mismatch tra competenze richieste e quelle disponibili, rendendo al contempo il settore più attrattivo e competitivo. Investire sui talenti per il presidente Grimaldi significa “creare valore duraturo”. Non a caso, dalla nascita di ALIS ad oggi, sono oltre 10.000 i nuovi assunti nelle aziende del comparto. “Ogni giovane che entra nel mondo del lavoro rappresenta per noi non solo un risultato, ma una responsabilità e una grande soddisfazione”. Si chiude così il messaggio di Guido Grimaldi: investire nei giovani significa investire nel futuro del settore e ALIS lo fa, con forza e visione.





